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Un tour tra gli artisti contemporanei più famosi al mondo – seconda parte

Continuiamo il nostro splendido tour dedicato all’arte contemporanea, anche questa settimana abbiamo raccolto diversi artisti super contemporanei e super famosi che NON potete non conoscere. 

Quali sono le nuove figure di spicco che avete scoperto grazie a noi? Eccovi ora un’altra serie di pittori, scultori e artisti performativi che sicuramente vorrete conoscere.

Christopher Wool

Credits: Artbasel

I lavori di Christopher Wool si riconoscono dal frequente utilizzo del bianco e nero. Questo compare sia nei dipinti astratti, sia nelle iconiche tele ricoperte da lettere cubitali realizzate tramite stencils.

L’ispirazione per queste opere si dice essere scaturita negli anni ’80, dopo la visione da parte di Wool a New York di un furgone bianco ricoperto di graffiti. 

Con un chiaro riferimento alla pop art, l’artista utilizza soprattutto slogan pubblicitari e citazioni celebri. Le parole spezzate vengono così trasformate in forme astratte di difficile comprensione, suggerendo i molteplici significati che un’immagine può nascondere.

Ed Ruscha

Anche nelle opere di Ed Ruscha le parole fanno da protagoniste. In quanto emblematico rappresentante del movimento della pop art, i suoi lavori si contraddistinguono per la presenza di frasi enigmatiche scritte in un formato tipografico di impatto, che rimanda a quello delle pubblicità. Queste ultime spesso si stagliano contro scenari caratteristici degli Stati Uniti, come ampi paesaggi naturali desolati o scenari urbani Hollywoodiani. Ruscha riesce in questo modo a recuperare iconografie iconiche reinserendole all’interno del proprio contesto culturale originario.

David Hockney

Un artista pop peculiare ma assolutamente degno di nota è il londinese David Hockney, inglese di nascita ma americano di adozione. Sono proprio i colori accesi e vibranti della California, con il suo clima sub-tropicale, che appaiono nei dipinti di Hockney diventandone protagonisti. Dopo il suo trasferimento a Los Angeles alla fine degli anni ’70, il paesaggio Hollywoodiano simbolo del sogno americano diventa il soggetto prediletto dal pittore. Nei paesaggi idilliaci caratterizzati da calma piatta, tuttavia, le figure umane distaccate nella propria solitudine creano un clima di tensione. Cliccate di seguito per scoprire di più sull’arte di David Hockney.

Richard Prince

Credits: Dreamideamachine

Estimatore dell’espressionismo astratto di Jackson Pollock e dell’arte informale di Kline, Richard Prince sviluppa la propria carriera artistica in seguito al proprio trasferimento a New York negli anni ’70. In città, lavorando presso la casa editrice Time, viene in contatto quotidianamente con le fotografie pubblicate sulle riviste. Sviluppa così l’arte dell’appropriazione, che realizza copiando, fotografando e manipolando le immagini pubblicitarie preesistenti. La decontestualizzazione delle icone in maniera provocatoria vuole mettere in risalto gli stereotipi e i cliché di una società dominata dalla presenza dei media.

Cindy Sherman

Credits: Artnet news

Anche Cindy Sherman può essere definita un’artista dell’appropriazione. Utilizzando principalmente la fotografia, Sherman si appropria degli stilemi del linguaggio mediatico popolare americano diffuso dal cinema, dalla televisione e dalla pubblicità. L’artista mette se stessa al centro dell’opera con provocatoria ironia, quasi irriconoscibile per via di trucco prostetico, costumi e scenografia. Così facendo riesce a mettere in luce l’oppressiva influenza dei mezzi di comunicazione sugli individui, specialmente per quanto riguarda il ruolo della donna nella società. Cliccate a seguire per approfondire l’arte di Cindy Sherman

Marina Abramović

Un’altra artista che è impossibile non menzionare è Marina Abramović, probabilmente la performer più celebre del XXI secolo. Le sue performances controverse non mancano di sfidare i limiti del corpo e della mente umani, comprendendo attese strazianti e addirittura violenza fisica. Il pubblico viene coinvolto attivamente, e i forti sentimenti condivisi generati dall’incontro diretto tra artista e spettatore contribuiscono a spezzare il divario tra soggetto e oggetto proprio dell’arte tradizionale. Se siete curiosi, cliccate di seguito per scoprire di più sulle performances di Marina Abramović.

Frank Stella

Credits: Pinterest

La rilevanza delle opere di Frank Stella risiede in quella che è stata la capacità dell’artista di andare oltre la corrente dell’espressionismo astratto per dare vita, negli anni ’60, a quella del minimalismo. Per Stella l’interazione tra opera e spettatore non dovrebbe lasciare spazio a una libera interpretazione, dunque il dipinto rappresenterebbe semplicemente ciò che è, un oggetto artistico. Così linee geometriche precise, dai colori freddi e puri, si sviluppano sulla tela, nel tentativo di eliminare qualsiasi tipo di emozione e suggestione. 

Richard Serra

Il minimalismo del poliedrico artista americano Richard Serra si manifesta invece soprattutto tramite la scultura. Influenzato dal lavoro del padre all’interno di una acciaieria, Serra utilizza principalmente questo materiale a partire dagli anni ‘60 per realizzare imponenti forme scultoree in grado di modificare la percezione dello spazio circostante. Le installazioni, progettate specificatamente per ambienti aperti o chiusi, sembrano sfidare la forza di gravità grazie allo studio dei principi architettonici fondamentali, facendo sentire lo spettatore sproporzionatamente piccolo. Cliccate qui di seguito per vedere altre sculture di Richard Serra

Anselm Kiefer 

La scultura di Anselm Kiefer, così come la sua pittura, vedono invece l’utilizzo di materiali vari e non convenzionali come legno, cenere, argilla, piombo e gommalacca. La fragilità dei suoi lavori a causa degli elementi naturali difficilmente preservabili contrasta con le crude tematiche affrontate. Kiefer esplora i grandi temi del passato, e in particolare il lato oscuro della cultura tedesca, a partire dal nazismo, ancora un taboo nel dopoguerra. Come un alchimista, l’artista riporta alla luce memoria e miti tramite simboli, in una missione spirituale. Una piccola nota: se siete a Milano e non l’avete mai visto, correte al centro Hangar Bicocca, rimarrete a bocca aperta davanti ai Sette Palazzi Celesti di Kiefer.

Thomas Schütte

Credits: Kunstkritikk

Anche il tedesco Thomas Schütte sperimenta con tecniche e materiali nella realizzazione delle proprie sculture, focalizzandosi principalmente sulla figura umana. Con la sua ironia, Schütte trasforma il familiare in estraneo, trasformando gli uomini in burattini spesso giganteschi, con il volto corrucciato per la sete di potere. Lavorando in serie, anche i suoi soggetti sembrano diventare tipi fissi, intrappolati nella falsità che i media e i politici ci propongono ogni giorno. 

Mimmo Paladino

Con le opere di Mimmo Paladino si vede di nuovo un ritorno all’arte figurativa, realizzata ancora una volta tramite materiali non convenzionali. Nato pittore, Paladino realizza quadri che si protendono fuori dalla tela, avvicinandosi gradualmente alla scultura. I colori accesi e la riduzione a una primitiva essenzialità diventano poi caratteristiche imprescindibili dei suoi lavori, appartenenti alla corrente della transavanguardia. Così l’artista riprende la tradizione per sviluppare un linguaggio inedito  e portare lo spettatore all’interno di un mondo nuovo. Cliccate a seguire per approfondire l’arte di Mimmo Paladino.  Anche qui, se vi trovate nei dintorni di Trapani, fate un salto a Gibellina, lì troverete la Montagna di sale realizzata dall’artista nel 1990.

Fernando Botero

Le figure umane rappresentate dall’artista colombiano Fernando Botero presentano una propria riconoscibilità che le rende iconiche nel panorama dell’arte contemporanea al pari dei più grandi pittori di sempre. L’influenza del barocco sudamericano unito allo studio dei volumi da parte di Botero si concretizza in corpi dalle linee morbide e dilatate immerse in un’atmosfera placida. Così ogni tipo di rappresentazione della realtà umana, anche la più drammatica, viene trasformata dall’occhio dell’artista che la idealizza immergendola in un’atmosfera onirica e surreale. Qui di seguito ulteriori informazioni sull’arte di Fernando Botero

Zeng Fanzhi 

Credits: Chinadaily

I soggetti rappresentati dal celebre artista Zeng Fanzhi, con grandi mani e volti stereotipati, sono immersi talvolta in scenari apocalittici dai tratti espressionisti. Cresciuto durante il periodo della rivoluzione culturale cinese, Zeng non può non toccare tematiche come quelle dell’oppressione sociale e della tirannia, che si manifestano in alienazione e spersonalizzazione. Così l’artista tenta di risvegliare le coscienze e spinge a ricercare il vero celato dietro l’omologazione. 

 

Così si conclude anche la seconda puntata del nostro secondo tour tra gli artisti più famosi al mondo, nel caso non l’aveste ancora letto, correte subito a recuperare il nostro primo articolo per scoprire quali sono i tredici artisti contemporanei più famosi al mondo che abbiamo selezionato per voi.

Noi di Mostrami ci auguriamo di avervi incuriositi tramite questo viaggio alla scoperta dei personaggi viventi più apprezzati a livello globale, e siamo certi che ora vi muoverete con ancora maggiore consapevolezza nell’universo dell’arte contemporanea e ei suoi più importanti esponenti.

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