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Street art sociale contro il razzismo in Italia

Un murales può essere un messaggio a sostegno dei diritti sociali e la street art in Italia stà già lasciando il suo segno contro il razzismo. Il movimento di protesta per i diritti degli afroamericani in America è arrivato fin qui riversandosi sulle strade, sulle piazze.. e sui muri!

Infatti è sempre più diffusa la street art sociale a tema antirazzismo in Italia; gli artisti di strada si mettono in gioco e si schierano dalla parte dei diritti, cercando un senso di giustizia, di umanità ma anche di ribellione da lasciare alle strade della città.
Andiamo a vedere insieme alcuni esempi che saltano subito all’occhio!

Il murales per l’accoglienza dei migranti a Milano

Questo murales dal titolo “Clandestini” si trova sul Naviglio Grande di Milano e consta di un’opera in nome dell’accoglienza e dell’antirazzismo. Dipinto dall’artista di strada Cristina Donati Meyer, il murales è nato proprio in risposta al blocco dei migranti a bordo della SeaWatch nell’estate del 2019. Su questo lavoro vediamo raffigurati i volti di alcune icone del passato che hanno dovuto emigrare nel corso della loro vita. Troviamo personaggi capaci di ridarci un più ampio significato della parola “immigrato”: da Lady Gaga, a Chagall, da Freud ad Einstein. L’intento dell’artista è quello di comunicare l’umanizzazione di persone  che spesso vengono trasformate in numeri e categorie”. Un invito vero e proprio a vedere l’accoglienza come possibilità e ricchezza verso il prossimo.

Murales in omaggio ai diritti afroamericani a Napoli

Sulla scia delle proteste di Black Lives Matter, a Napoli compare un murales in sostegno alla rivolta contro la morte di George Floyd. L’autore è lo street artist Jorit, famoso per avere realizzato sui muri di Napoli molti murales a tema sociale, e anche davanti a questa tematica e alla questione del razzismo non poteva certo mancare!

L’intento dell’artista è quello di sensibilizzare il pubblico ed ispirare alla lotta contro le ingiustizie e la violazione dei diritti umani. Sono raffigurati i grandi che hanno combattuto in nome dell’uguaglianza: Martin Luther King, Malcolm X, Lenin, Devis e al centro comprare il ritratto di George Floyd mentre guarda dritto davanti a sé.

 “Le persone e gli artisti si sono schierati” dichiara Jorit; “bisogna contrastare ghettizzazione ed emarginazione per combattere il razzismo. Il nostro street artist prende così parte alla protesta, lasciando parlare, come sempre, i suoi stessi murales

 

Il murales antirazzista dedicato alla sposa bambina

Anche Milano non è da meno! Compare su un muro di via Montanelli un murales ispirato dalle proteste per l’assassinio di George Floyd e a sostegno delle rivendicazioni di Black Lives Matter.
E’ un ottimo caso di street sociale in cui una ragazza si erge col pugno alzato in segno di resistenza; si chiama Fatima Destà ed è il simbolo che lo street artist Ozmo ha usato per rappresentare simbolicamente tutte le spose bambine africane vittime del colonialismo.

La bambina che a soli 12 anni è divenuta sposa del giornalista Montanelli adesso ha un muro dedicato volto a rivendicare i suoi diritti. L’autore sceglie di realizzare una sorta di monumento su muro proprio, come lui stesso dice, “per restituire almeno in parte, dignità ai più deboli, emarginati, violentati e deturpati”. La bambina con gli abiti sgargianti guarda dritto davanti a sé, con un segno di protesta nel pugno e negli occhi, e come dichiara Ozmo “ci sarà chi ci vedrà un sorriso, chi una smorfia di dolore”.

“Who is Next?” e i Simpson diventano afroamericani

In questo lavoro, alcuni iconici e amatissimi personaggi vengono a dire la loro sul razzismo… siamo a Milano, Corso Buenos Aires… compaiono dei Simpson afroamericani su un murales intitolato “Just because I am black”. Realizzato  in nome delle proteste di Black Lives Matter. L’artista AleXandro Palombo rende omaggio alle lotte per i diritti afroamericani con lo slogan “Who is Next?”; la scritta compare ripetuta sulla famosa lavagna di Bart, mentre alle sue spalle compare anche una simbolica Statua della Libertà con il cappuccio del Ku Klux Klan.

A Lecce un murales per l’inclusività

Torniamo al Sud, a Lecce nello specifico, dove troviamo un maxi murales in nome dell’accoglienza e dell’inclusività sulla facciata laterale di un grande edificio.Il mondo è nostro” questo il titolo del murales realizzato dall’artista di strada leccese Cheko’s art, dove appaiono due bambini, simbolo di purezza e speranza, mentre sorreggono insieme un globo terrestre. 

Questo enorme murales contro il razzismo rianima un quartiere storicamente difficile della periferia leccese grazie ad un progetto di rigenerazione urbana portato avanti da anni dal collettivo 167/B Street. 

L’artista prende ispirazione dal film “Le Haine” di Mathieu Kassovitz, ambientato nelle banlieu di Parigi; come si legge nella presentazione dell’opera fatta da parte del suo autore, l’intento è quello di guardare al futuro: “non fatevi rubare la speranza, incalzate gli adulti a lasciare un mondo migliore di quello che hanno trovato, altrimenti, prendetevi il mondo”.

Un murales per San Benedetto il Moro, santo immigrato 

In Sicilia, San Benedetto il Moro è stato schiavo, immigrato e santo, nonché patrono della città di Palermo; oggi, la città lo omaggia con un grande murales dove l’icona del santo compare col volto sereno, a ricordarci il valore dell’accoglienza e dell’antirazzismo.

Questo gigantesco murale è stato realizzato dall’artista palermitano Igor Scalisi Palminteri, che da sempre ha legato la sua arte all’immaginario religioso e alla sua terra natia. 

L’utilizzo del colore dorato tipico delle icone sacre tradizionali si abbina ad un paio di sneaker azzurre che spuntano da sotto la tonaca del santo. Il volto incredibilmente reale e di una espressività indiscutibilmente pacifica restituisce con estrema finezza i tratti del patrono della città, è il suo stesso volto che sembra volerci dire di allontanarci dai pregiudizi e di accogliere chi ha bisogno. 

Un murales in ginocchio contro il razzismo

Spostiamoci a Roma, Rione Monti, è lì che compare un murales in omaggio alle proteste di Black Lives Matter. L’opera richiama la polemica sul gesto degli azzurri all’europeo di Calcio 2020;stavolta è lo street artist Harry Greb che ha voluto dire la propria!
Il giocatore con la maglia azzurra viene rappresentato come un omino del gioco da tavolo Subbuteo, ma al contrario dei suoi compagni che rimangono fermi come pedine, lui è staccato dalla sua base semisferica; piegato in un inchino e col pugno destro alzato a sostegno delle proteste antirazziste, porta una scritta sulla maglietta azzurra: ”Do the right thing” citazione del celebre film di Spike Lee sulle tensioni razziali del 1989. 

Street art sociale per George Floyd

E’ ancora Harry Greb l’autore di quest’altro nuovo murales a Roma a sostegno dei diritti degli afroamericani. Realizzato simbolicamente in via degli Stati Uniti d’America, il murales è un altro grande omaggio alle proteste per la morte di George Floyd.
E’ incredibile che  ancora oggi possano accadere fatti del genere, alla luce del giorno, con arroganza e prepotenza, senza limiti” ha dichiarato l’artista.

Nell’opera è raffigurato la vittima che indossa la corona della Statua della Libertà mentre chiede giustizia contro gli atti di razzismo in America, mostrando un cartello scritto con la bomboletta spray “Justice for George Floyd”.

 

Chiudiamo qui questo nostro primo tour… abbiamo visto che la street art può essere un modo immediato per comunicare questioni sociali di forte attualità con un linguaggio diretto e d’impatto! Ma la lotta al razzismo non è il solo tema importante che viene trattato; se siete curiosi di scoprire di più su come la street art in Italia si faccia portavoce di rivendicazioni sociali e diritti, continuate a leggere cliccando su Murales in Lazio contro la violenza sulla donna e scoprite di più!

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